Turchia, Bulgaria, Azerbaigian e Georgia hanno concordato venerdì (22 maggio) di istituire una società congiunta che supervisionerà il finanziamento e l’attuazione di un corridoio di trasmissione di elettricità verde destinato a collegare la regione del Caspio ai mercati europei, segnando il passo più concreto finora compiuto in un progetto che ha progressivamente acquisito rilevanza strategica nel contesto delle persistenti turbolenze dei mercati energetici globali.

La decisione è stata presa durante una riunione ministeriale quadrilaterale a Istanbul alla quale hanno partecipato il ministro turco dell’Energia e delle Risorse Naturali Alparslan Bayraktar, il ministro azero dell’Energia Parviz Shahbazov, la ministra georgiana dell’Economia e dello Sviluppo Sostenibile Mariam Kvrivishvili e il vice ministro bulgaro dell’Energia Kiril Temelkov.

Secondo l’agenzia di stampa statale azera AZERTAC, gli operatori dei sistemi di trasmissione elettrica dei quattro Paesi hanno concordato la creazione della società congiunta per gestire lo studio di fattibilità tecnica e coordinare l’implementazione del progetto. Il lavoro di fattibilità è già in corso e dovrebbe concludersi nei prossimi mesi.

L’iniziativa prevede che l’elettricità rinnovabile prodotta in Azerbaigian e Georgia venga trasmessa attraverso la rete nazionale turca fino ai punti di interconnessione bulgari e quindi verso i più ampi mercati elettrici europei. Il quadro comprende anche un collegamento attraverso il Nakhchivan, exclave azera confinante con la Turchia orientale, oltre a possibili futuri collegamenti tramite il Corridoio di Zangezur, che potrebbero in prospettiva facilitare il flusso di elettricità dall’Asia centrale verso l’Europa.

Il progetto si sviluppa almeno dal maggio 2025, quando i quattro Paesi discussero per la prima volta il concetto durante un forum energetico a Istanbul. Un memorandum d’intesa firmato a Baku il 4 aprile 2025 ha formalizzato il quadro di cooperazione e incaricato gli operatori di trasmissione di avviare i preparativi tecnici. L’incontro di venerdì a Istanbul è stato il terzo vertice ministeriale legato all’iniziativa, ma il primo a produrre un meccanismo istituzionale concreto attraverso la creazione della società congiunta.

Il memorandum copre progetti d’investimento comuni, sviluppo delle infrastrutture elettriche e integrazione con la Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione dell’energia elettrica (ENTSO-E), collocando il corridoio nel più ampio quadro europeo della connettività energetica.

L’Azerbaigian dovrebbe fungere da principale fonte di elettricità per il corridoio. Il Paese prevede di sviluppare oltre 10.000 megawatt di capacità di energia rinnovabile e intende esportarne circa 4.000 megawatt verso i mercati europei. Le autorità di Baku hanno presentato il progetto come una naturale estensione delle infrastrutture energetiche transfrontaliere già esistenti, incluso il Corridoio Meridionale del Gas e il gasdotto Trans-Anatolico TANAP.

La Turchia occupa una posizione duplice nel progetto, agendo sia come Paese di transito per l’elettricità diretta verso l’Europa sia come mercato di destinazione in grado di utilizzare internamente parte della capacità del corridoio. Nell’aprile 2025, la Turkish Electricity Transmission Corporation (TEIAŞ) ha firmato un accordo di cooperazione operativa con il produttore statale di elettricità azero Azerenerji, gettando le basi istituzionali per il transito energetico. Nell’ambito dell’attuale collegamento con il Nakhchivan, la Turchia dispone attualmente di una capacità di importazione di 75 megawatt e di esportazione di 40 megawatt.

Per la Bulgaria, il corridoio rappresenta un punto d’accesso strategico per l’elettricità rinnovabile proveniente dal Caspio verso i mercati dell’Europa sudorientale e centrale. In quanto membro dell’Unione europea e della NATO con consolidate connessioni di rete nella regione, la Bulgaria è destinata a fungere da ancoraggio europeo dell’iniziativa.

Il progetto si inserisce inoltre nei più ampi sforzi dell’Unione europea per diversificare le rotte di approvvigionamento energetico e ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche russe attraverso corridoi e fonti alternative.

L’accordo di Istanbul è arrivato mentre l’Europa continua a confrontarsi con le conseguenze delle interruzioni legate allo Stretto di Hormuz. Dalla fine di febbraio, l’effettiva chiusura dello stretto da parte dell’Iran ha sottratto alla circolazione circa il 20% delle forniture globali di gas naturale liquefatto, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, contribuendo a un forte aumento dei prezzi europei di gas ed elettricità.

L’indice europeo del gas TTF rimane circa il 50% sopra i livelli precedenti al conflitto. In questo contesto, i corridoi energetici terrestri alternativi hanno acquisito crescente importanza strategica.

Parlando il giorno prima della riunione ministeriale all’International Natural Resources Summit di Istanbul, Bayraktar ha dichiarato che il mondo è entrato in “un’epoca di incertezza segnata da guerre, interruzioni delle catene di approvvigionamento, crisi energetiche e crescente competizione globale per minerali critici e infrastrutture strategiche”. Ha inoltre indicato il corridoio dell’elettricità verde come parte della più ampia ambizione turca di ridefinire le rotte energetiche regionali.

Anche Shahbazov ha descritto l’Azerbaigian come un Paese impegnato a plasmare “nuove cooperazioni regionali attraverso l’energia verde”, sottolineando il ruolo di Baku quale partner energetico affidabile per l’Europa sudorientale. Ha inoltre sostenuto che futuri collegamenti elettrici attraverso il Corridoio di Zangezur potrebbero rafforzare la posizione della Turchia come hub energetico regionale e sostenere in prospettiva la trasmissione verso ovest dell’elettricità dell’Asia centrale.

L’iniziativa elettrica fa parte di una più ampia architettura energetica promossa dalla Turchia durante il summit di Istanbul di questa settimana. Lo stesso giorno della riunione ministeriale, l’operatore statale dei gasdotti BOTAŞ ha firmato un memorandum d’intesa con la società italiana Edison S.p.A. su una possibile cooperazione nel settore del gas naturale e del GNL, comprendente uno studio su un’interconnessione gasiera predisposta per l’idrogeno tra Turchia e Italia.

Il vice ministro bulgaro Temelkov ha dichiarato che verrà ora preparata una roadmap per individuare e accelerare le attività di implementazione legate al corridoio energetico verde tra Azerbaigian e Bulgaria. Ha sottolineato che i ministeri dell’Energia dei quattro Paesi partecipanti hanno riaffermato sia il loro impegno verso il progetto sia la sua importanza strategica per rafforzare la connettività energetica tra l’Europa sudorientale e la regione del Caspio.

Durante una tavola rotonda a Istanbul, Temelkov ha inoltre sostenuto che la sicurezza degli approvvigionamenti dipende innanzitutto dalla connettività e dalla diversificazione, mentre accessibilità economica e decarbonizzazione restano elementi altrettanto importanti della transizione energetica.

Secondo lui, una strategia energetica equilibrata richiede una combinazione di soluzioni affidabili e sostenibili dal punto di vista ambientale, tra cui energia nucleare, gas, idroelettrico, eolico e solare. Ha aggiunto che una maggiore interconnessione delle reti consentirebbe ai Paesi di utilizzare in modo più efficiente le risorse disponibili e di condividere energia oltre i confini, generando benefici socioeconomici più ampi.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

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